Ricordo che da ragazzo,
quando ancora non partecipavo a queste manifestazioni, seguivo assieme
agli altri coetanei, a debita distanza il corso mascherato che si articolava
per le vie del paese, intimorito dalle maschere del vecchio e della
vecchia, incaricati assieme al diavolo, di mantenere l'ordine e la viabilità
al transito del corteo.
Dopo un paio di manfrine, eseguite sulla piazza del paese, le maschere
partivano per raggiungere le case degli offerenti, rigorosamente a piedi,
percorrevano distanze inusuali al giorno d'oggi, dal Castello di Verica
a Cà di Marzo, per poi risalire fino a Semese, alla Fontanaccia,
antica osteria in Sassoguidano.
Sono sicuramente da ricordare gli incontri/scontri tra le diverse mascherate
del paese o dei paesi limitrofi, che avvenivano previo accordo tra le
rispettive guide, che di comune accordo fissavano le regole da rispettare,
ed erano sempre seguiti da una moltitudine di persone.
Ad una distanza per lo più stabilita nell'accordo, si posizionavano
i suonatori delle due o più mascherate che intendevano esibirsi;
intonavano una "manfrina" mentre le mascherate con in testa
i lacchè si avvicinavano al punto prestabilito per l'incontro.
Con profondi inchini in segno di benvenuto, il primo lacchè della
mascherata ospitante, si accingeva al simbolico scambio della fiorita
bacchetta , mentre i mascheri dandosi la mano formavano una gigantesca
"giga" entro la quale gli altri ballerini si esibivano in
estenuanti e prolungati balli.
Importantissimi, erano i suonatori, ancora infatti non si parlava come
adesso di basi musicali, registratori, compact-disc o mini disc, impianti
di amplificazione sempre più potenti.
Ad essi spettava il compito di accompagnare nelle esibizioni i lacchè
della mascherata, non che di allietare con i classici balli, valzer,
tango e polka, gli offerenti.
Inoltre, sulle spalle degli stessi, gravava anche il veglione del lunedì
e la serata del martedì dedicata agli offerenti. Ad essi appunto
saltuariamente si aggiungevano un contrabbasso ed un violino.
Famosi ancora oggi sono : "I sùnadùr de Vrìga"
la cui composizione era la seguente:
Bernardoni Giovanni (Giànìn è Barbèr), fisarmonica
cromatica; Bernardoni Abramo ( Bràmàt è Carabinèr),
clarino; Fulgeri Pio (Pìàt dlà Campèna)
chitarra acustica; Bortolotti Giovanni (Giuvànìn dlà
Staziùn) contrabbasso classico; Iattoni Giuseppe(Beppe del Tèzz)
violino.
Un plauso per aver saputo conservare integre le nostre tradizioni musicali
va sicuramente alla scuola elementare di Verica; si deve infatti alla
pazienza ed alla bravura di questi maestri di vita, il maestro Ennio
Corsini, la maestra Cristina Casolari, il maestro Geminiano Casolari
(Nino), il maestro Ugo Bortolotti, se ancora oggi, a distanza di anni,
i ragazzi sanno interpretare con autorità i tradizionali balli
del Frignano, la scatenata "manfrina" che con pazienza e competenza
insegnavano agli scolari e che ancora oggi rappresenta l'asso nella
manica dei vari gruppi folkloristici e dei carnevali caratteristici
della vallata del Panaro.
Tutti gli anni poi, su invito dell'allora U.S. Pavullese Olimpia, partecipavano
al famoso Carnevale di Pavullo.