A valle un fiume non e' piu' il "signore" che con la forza delle sue acque disegna e modella l'apparente quiete della terra, non e' piu' il tessitore che raccoglie e distribuisce liberamente la linfa che fa lievitare e nutre gli infiniti aspetti della vita. A valle un fiume diventa servo umile dell'uomo che fin dai tempi piu' remoti lo ha imprigionato in un ordito di arginature, di inalveazioni, diversioni, canalizzazioni, piegando la sua forza per i piu' vari usi.

 

 

 

Da quelli energetici a quelli navigatori, da quelli militari a quelli della pesca, dal prosciugamento delle sue acque straripanti alle irrigazioni. Un ambiente plasmato dall'uomo, un fiume "ordinato che solo raramente ormai si "ribella" con la furia delle sue acque

 

 

Cosi' e', significativamente, del Panaro, che dopo l'esuberanza giovanile della valle di Tagliole e la maturita' dell'ampio alveo di Marano e Vignola, senilmente si consuma disperdendo in Po le sue acque ormai dense di humus e di scorie, di bene e di male, come ogni vita che si spegne

 

Fotografie di questa sezione del nostro sito di Pietro Parmeggiani dal libro "il Bel Panaro - Artioli Editore Modena -1989

 

 

A proposito della tutela del nostro fiume: