Rimangono
sul colle omonimo gli avanzi del castello del secolo XII e seguenti,
ora abitazione urbana, in muratura di pietrame a vista e copertura
in coppi, anche se il centro abitato che gli è cresciuto
ai piedi e attorno, rendono pressochè indecifrabile la primiva
struttura architettonica.
Il casamento che ingloba un edificio con alta torre è detto
significativamente " Campana " dal ricordo della campana
di cui era provvisto il castello per l'allarme o le adunate, (ved.
Monteobizzo, detto analogamente, in epoca recente, " Monte
della Campana ").
La prima menzione del castello è del 1073; tenuto dalla potente
famiglia dei " Da Verica " dopo il mille, dovette nascere
tra il IX e X sec. per fortificare la nuova corte (" curtis
",) che si origina, come quella di Chiagnano, per frazionamento
di quella maggiore di Renno (" curtis maior ") e presidiare
il distretto della Pieve di S. Geminiano; funzione di castello di
pieve che viene in seguito rilevata dal più forte castello
di Semese, specie quando ai Da Verica subentrano in quel castello
i Montecuccoli.
Pare che fosse una struttura complessa con quattro torri e quindi
solo lontanamente rappresentata dalla casa-torre attuale, in parte
ripristinata, in gran parte compromessa e resa irriconoscibile da
una superfetazione bianco-intonacata secondo, quella impronta vernacolare,
meschina e pacchiana che così vigorosamente ha caratterizzato
l'edilizia montana del dopoguerra.
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