RISERVA NATURALE ORIENTATA DI SASSOGUIDANO

CHIESA DI SASSOGUIDANO


La chiesa di Sassoguidano si fa risalire al XIII sec (chiesa di S. Paolo), con probabile rifacimento del sec XVIII, in muratura di pietrame intonacato e copertura a coppi. E' chiaramente un insediamento di altura, a mt. 704 s.l.m. E' in cattivo stato di conservazione.L'altopiano di Sassoguidano rappresenta, assieme a quello di Semese, un caso molto interessante e raro di territorio chiuso; una sorta di cuneo sopraelevato sul paesaggio circostante,i cui lati maggiori sono delimitati a settentrione dal torrente Lerna e a meridione dal margine strapiombante sulla valle del Panaro, che arriva fino a Sassomassiccio, Brocco e Montefolignano.
L'accessibilità è garantita in modo naturale dal terzo lato incernierato sulla viabilità proveniente da Semese-Verica e diretta, attraverso Monte Passatore, verso la Toscana. È facilmente spiegabile come in epoche passate, specialmente nel medioevo, una località così munita e ideale testa di ponte tra le alture di Gaiato, Lavacchio e Montorso e quelle di Verica (Montefolignano, Monterastello, Semese) fosse naturalmente deputata ad ospitare comunità che, nelle possibilità stesse di difesa, fondavano le speranze di sopravvivenza.



Il castello, aspramente conteso tra le fazioni dei Gualandelli e dei Montecuccoli, è ampiamente documentato dal sec. XIII, ma di esso non rimane alcuna traccia, forse a causa di movimenti franosi, come attesta una relazione del 1636 che parla di una frana che avrebbe coinvolto case, la vecchia chiesa e la canonica.
La chiesa attuale è sorta probabilmente sul " podium "dell'antico castello utilizzando materiali tratti da quella preesistente, come senz'altro sono da riteneere tali l'antico portale a mensole concave e la preziosa tavola con l'immagine della Madonna, scoperta dal Toschi alla fine del secolo scorso e dallo stesso attribuita al " secolo di Giotto ". Non tralasciando l'importanza di questi reperti del tutto originali, merita qui segnalare la straordinaria collocazione paesaggistica della chiesa, valorizzata da un modo tutto particolare di accedervi attraverso una stradina quasi pianeggiante, immersa in un bellissimo paesaggio rurale, che non lascia per nulla prevedere la conclusione e il panorama che si spalanca dalla rupe della chiesa.
Dalla medesima strada, circa a metà dell'altopiano, si diparte un sentiero non segnalato che si inoltra nel bosco e dopo breve tratto giunge a Sassomassiccio, dove una solida chiesetta ricostruita nel '60l sta a testimoniare, anch'essa isolata come quella di Sassoguidano, i trascorsi storici di questo insediamento medioevale.


CARATTERISTICHE ARTISTICHE E TIPOLOGICHE

La chiesa occupa il punto più alto del rialzo roccioso che fronteggia il Cinghio del Malvarone e conclude verso sud-ovest il vasto altopiano che si affaccia sulla valle del Panaro a strapiombo per tutta la sua lunghezza. La chiesa è di dimensioni piuttosto contenute a semplice cella rettangolare coperta a due 'spioventi e affiancata da un campanile quadrato costruito, come tutto il fianco meridionale, sulla parete verticale dello scoglio. Sulla facciata, leggermente spostato sulla destra rispetto alla mezzeria, si apre un notevole portale in pietra con un architrave triangolare sostenuto da mensole concave, nella cui gola sono scolpiti dei risalti curvilinei. La parte superiore è coronata da un cippo monolitico a forma di triangolo equilatero, sul quale sono incise a bassorilievo quattro striscie di scritturazione molto corrose. La seconda dall'alto doveva indicare la data e inizia con MC e termina forse con una O. Lo spazio tra le prime due lettere e quella finale è tale che difficilmente potrebbe entrarvi più di un'altra C e quindi la data sarebbe 1200..., che corrisponderebbe anche all'elenco delle antiche chiese modenesi del sec. XIII, tra cui figura S. Paolo di Sassoguidano. La terza riga inizia con " Adi... " a cui segue, sembra, il giorno " 25 " del mese di " marzo ". In basso, fuori riga sono incise tra due punti le lettere C ed S. Tutta la facciata è ricoperta da uno spesso strato di intonaco che non permette una analisi ulteriore dei dettagli; tuttavia lo strano /uori asse del portale e della relativa finestrella-rosone e i caratteri chiaramente sei-settecenteschi del campanile, inducono a pensare a un rifacimento generale in questo periodo con utilizzo del portale primitivo.


dettagli
cartina(150)