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RISERVA NATURALE ORIENTATA DI SASSOGUIDANO
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STAGNO
DI SASSOMASSICCIO
Presentazione
La Sezione WWF
di Modena, nel 1994, ha acquistato dalla CuriaArcivescovile di Modena
los tagno di Sassoguido no, situato sotto la chiesetta di Sassomassiccio,
in comune di Povullo nel Eri gnano, con un esborso totale di circa
12 milioni. il toponimo esatto della località è stagno
di Sassomassiccto.
Con questo intervento si è voluto assicurare la conservazione
di un biotopo raro del medio Appennino modenese, che altrimenti avrebbe
potuto essere alterato o distrutto con la conseguente perdita di un
importante elemento di diversità biologica. E indubbiamente
stata una scelta culturale di avanguardia che ci si augura possa diventare
di stimolo e di esempio per altri soggetti privati e pubblici.L'Oasi
di Sassoguidano, che è così entrata afar parte delle
Oasi del WWF Italia, è stata intitolata a Paolo Pioppi, amante
della natura, associato al WWF e prematuramente scomparso. Si coglie
questa occasione anche per salutare con grande soddisfazione la nascita
della Riserva naturale regionale di Sassoguidano, di cui l'Oasi sarà
parte in tegrante e importante, che assicurerà una adeguata
salvaguardia e valorizzazione al cospicuo e prezioso patrimonio naturalistico-ambientale
di tutta l'area.
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L'istituzione
della Riserva è stata inizialmente proposta da alcune associazioni
ambientalis ti-che tra cui LJPU, WWF, Italia Nostro e poi sostenuta
ed attuata dal Comune di Povullo, dalla Pro vinciu (li Modena e dalla
Regi~ìtie Emilia- Ronzoena.
Ottoniatr fioritura (Hottoniapalustris)
Ed è proprio la proficua collaborazione tra istituzioni pubbliche
ed associazioni ambientalistiche, che ha permesso di realizzare questi
importanti risultati, che si vuole qui evidenziare, con l'auspicio che
continui anche in futuro assicurando la buona gestione della Risevo
e, magari, la realizzazione di altre importanti analoghe iniziative.
Si ringraziano gli autori dei testi e in modo particolare ricordiamo
la prof.ssa Dario Bertolani Marchetti, già direttore dell'istituto
e Orto botanico dell'Università di Modena, che ci hapurtroppo
recentemente lasciati, per la preziosa opera (li ricerca e divulgazione
compiuto ,perla disponibilità, l'apertura al territorio e alle
istituzioni, nonchè per la sua grande simpatia.
Il Responsabile del WWF Sezione di Modena Pietro Guerzoni
L'Assessore all'ambiente del Comune di Pavullo
Loris Serafini
L'Assessore all'ambiente e difesa del suolo della Provincia di Modena
Natalino Bergonzini
Lo stagno dt Sassoguidano nel mese di maggio.
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L'Oasi
faunistka diSassoguidano
Lo stagno di Sassomassiccio
IntroduzioneLe caratteristiche che attribuiscono un notevole valore
allo stagno di Sassomassiccio sono l'inconsueto aspetto paesaggistico,
legato alla natura paracarsica e, per quanto riguarda la parte biologica,
la grande biodiversità, segno evidente della notevole stabilità
ecologica e quindi, cosa ormai rara nella nostra popolosa provincia,
di un basso tasso di inquinamento. Tale biodiversità risulta
di gran lunga maggiore di uella degli invasi naturali degradati e di
quelli artificiali del ~rritorio di Pavullo nel Frignano.a situazione
particolarmente felice di Sassomassiccio non .uò essere che la
conseguenza di uno scarso disturbo ovuto ad una modesta attività
antropica e ad un rispetto ella natura da parte di chi ha abitato e
mantenuto verde uel territorio svolgendo un'attività agricola
nella quale era ertamente implicato un basso uso di sostanze tossiche
esticidi).
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Queste
caratteristiche di ampia biodiversità ed ambiente tabile riguardano
anche tutta la restante area di Sassoguiano. E importante che tutti
si rendano conto di questo alore e che tutti cooperino al suo mantenimento
non itroducendo attività finora escluse da questa zona, sapeno
però che ogni cosa ha una sua evoluzione e un termine aturale
e quindi non può essere conservata immutata ll'infinito. Il riferimento
riguarda in particolare proprio il ighetto che, per la sua eutrofia
e le sue piccole dimensioni, imostra di essere in una fase avanzata
della sua vita.
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Notizie geomorfologiche
e litologiche sulla zona di Sassomassi celo e Sasso guidano
L'Appennino modenese
è uno dei territori meno ricchi di fenomeni carsici, in quanto
manca di calcari puri e di evaporiti (Gessi e Anidriti) in affioramento.
Esistono però aree paracarsiche dove i fenomeni di carsismo
sono presenti, ma meno sviluppati in corrispondenza della formazione
miocenica di Bismantova. In questa si presenta, abbastanza sviluppato,
il carsismo di superficie, costituito da numerose, e talvolta ampie,
doline, mentre sono meno rappresentati, anche se non mancano, i sistemi
carsici profondi.
Una di queste aree paracarsiche si trova in corrispondenza della dorsale
di Sassoguidano e Sassomassiccio, due località di interesse
storico e paesaggistico, nella Valle del Fiume Panaro a est di Pavullo
nel Frignano.
Il substrato roccioso è rappresentato da calcare arenaceo miocenico,
costituito per 3/5 da calcare e 2/5 da clasti arenacei silicei. Sono
abbondanti i microfossili.
L'area è caratterizzata da ampie doline a piatto, che si sviluppano
nei pianori a nordovest delle emergenze rocciose. Si tratta di depressioni
di solito poco profonde, allineate lungo un'evidente faglia. Una di
esse, a m. 636 s.m., ospita al fondo un modesto invaso, lo stagno
di Sassomassiccio, alimentato da acque di ruscellamento e, in periodo
piovoso, anche da un piccolo sistema carsico proveniente dall'altura
posta a sud (Sassomassiccio). Questo laghetto rappresenta l'elemento
di maggiore interesse naturalistico.
Sotto l'altura, sul lato orientale, esistono tre grotte di origine
prevelentemente tettonica, con uno sviluppo massimo di 47 metri. Da
Sassoguidano la dorsale rocciosa si dirige verso sud ovest e, prima
di congiungersi con la dorsale dei Cinghi di Malvarone, raggiunge
Sassoguidano (m. 704,6), costituito da alcune abitazioni e un'antica
chiesa posta su un dirupo, da cui si ha la vista di un lungo tratto
della Valle del Panaro.
La dorsale incombe su Niviano, dove è stata aperta una cava
di pietrisco.
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Note botaniche
Il laghetto
di Sassomassiccio ha un contenuto d'acqua molto variabile; nei minimi
estivi può restare anche completamente asciutto. Nei momenti
di abbondanza d'acqua, la
superficie ha forma elissoidale con diametro maggiore di alcune decine
di metri; quando l'acqua è scarsa essa diventa assai stretta
ed allungata. In piena primavera il laghetto si presenta nel suo aspetto
più suggestivo; si possono notare diverse idrofite, molte delle
quali in piena fioritura; tra esse Ranunculus aquatilis, Hottonia palustris,
Myriophyllum, Typha ed in minor quantità Potamogeton. Gli apporti
idrici provenienti dai prati e dal bosco circostanti, assieme al contributo
in sostanza organica di alcuni salici, in parte morti, che emergono
dall'invaso o che giacciono sul fondo, rendono il biotopo particolarmente
eutrofico. Il laghetto è completamente circondato da prati a
sfalcio ricchi in Taraxacum, Capsella, Lychnis, Geranium, Veronica,
Ajuga e diverse Graminacee. La sponda meridionale è occupata,
fin quasi allo specchio d'acqua, da un vecchio bosco di castagno da
frutto in forte deperimento. Nel bosco di castagno si stanno inserendo
altre specie forestali come omiello, acero campestre, roverella, ciliegio
selvatico e maggiociondolo, iniziando un processo di sostituzione del
castagneto con querceto a roverella. Queste specie arboree sono presenti
su tutta la dorsale, non sempre assieme al castagno, accompagnate in
alcuni tratti da carpino nero. Sulle rocce vegetano Sempervivum, Sedum
e varie felci, tra cui Polypodiurn, Ceterach e Asplenium. Ai margini
e nelle radure del bosco sono presenti alcune specie di orchidee, tra
cui Dactylorhiza sambucina (rossa e gialla), D. maculata e l'appariscente
Orchis purpurea.
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Note faunistiche
Notizie su Invertebrati e anfibi
Indagini faunistiche
particolareggiate relative all'area di Sassoguidano riguardano il piccolo,
ma interessante luogo umido di Sassomassiccio. I risultati sono riportati
in una Tesi di Laurea.
Lo studio degli invertebrati ha consentito di individuare 82 specie
appartenenti ai più significativi gruppi animali, sia di macro
che di microinvertebrati, presenti in questi tipi di ambiente. Il numero
dovrebbe incrementare notevolmente qualora si riuscisse a giungere ad
una più approfondita diagnosi di materiale rimasto parzialmente
indeterminato, riferibile ad almeno 19 grandi taxa animali. Spiccano
per varietà i Turbellari, i Rotiferi, i Gastrotrichi e i Tardigradi.
Risultano piuttosto numerose anche le specie di Acari e di Crostacei,
mentre sono particolarmente abbondanti le larve
di molti tipi di Insetti e gli adulti di Coleotteri. La presei e l'abbondanza
di queste specie è risultata diversa a secor del periodo di raccolta
e soprattutto delle condizioni dell vaso, molto variabili in relazione
alla quantità d'acqua sostanza organica.
La presenza di alcuni Crostacei (Calanoidi tra i Copepoi Dafnidi tra
i Cladoceri) è correlabile ad un efficiente ricam idrico. Gli
Oligocheti seguono l'andamento del laghetto l'alternarsi di Naididi
e Tubificidi, abbinati rispettivame all'acqua limpida, abbondante e
ricca di idrofite e ad aa scarsa e marcescente. Anche molte larve di
insetti si ali nano seguendo questo andamento. Da segnalare ti Turbellari
G yratrix hermaphroditus, presente con una pop zione correlabile sia
con quelle nord europee che con qu del nostro alto Appennino e quindi
da considerare esempio di fauna relitta di climi freddi. Per quanto
rigua i Vertebrati, mancano completamente i pesci (senz'alti causa dei
saltuari periodi di secca), mentre risulta parti larmente abbondante
il numero degli Anfibi. Tra quest Urodeli, fatto non frequente soprattutto
in un ambienti dimensioni così ridotte, sono rappresentati da
ben tre sp di tritone: Triturus vulgaris meridionalis, T. carn~fex e
la più sottospecie di tritone alpino, T. alpestris apuanus. Quest'ultima,
anch'essa da ritenersi fauna relitta di climi freddi, era presente fino
a pochi anni fa anche nella torbiera di Pavullo, nel lago di Verica
e nell'impaludamento della Chioggiola (o di S. Antonio), in quest'ultimo
caso assieme alla rara Drosera rotund~foglia (pianta carnivora); purtroppo
le due specie sono state drasticamente eliminate dalla lotta intenzionale,
forse inconsapevole, ma certamente sciagurata che l'uomo ha condotto
anche recentemente contro questi biotopi. Per quanto riguarda la provincia
di Modena, il tritone alpino, a parte Sassoguidano, è ora reperibile
soltanto nei laghetti di quote elevate, mentre la piccola pianta camivora
risulta presente soltanto al lago di Pratignano.
Tra gli Anuri, mancano completamente i rospi, in accordo con le caratteristiche
di eutrofia del laghetto, mentre vi sono due specie di rane, la rana
verde del complesso Rana "esculenta" e la rana rossa R. dalmatina;
è inoltre presente la raganella Hyla arborea.
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Stampa Grafiche Sigem - Modena - Finito di stampare nel marzo 1995
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