RISERVA NATURALE ORIENTATA DI SASSOGUIDANO

TORRI CASTELLI E BORGHI
Gli antichi edifici religiosi e i semplici nuclei rurali situati ai margini dei prati e nei luoghi più stabili, le abitazioni ormai in rovina sparse nei boschi o nel fondovalle e il piccolo cimitero di Sassoguidano testimoniano l'esistenza di una comunità un tempo più numerosa e attiva. Già i Bizantini stabilirono su questi monti un importante insediamento militare, il castrum Feronianum, e nel medioevo gli stessi luoghi furono feudi contesi da importanti famiglie per poi entrare a far parte di quella provincia estense del Frignano che è stata per secoli sinonimo di forte identità amministrativa e culturale per un ampio settore dell'Apppennino modenese. Dalle cime dei colli boscati e dai nuclei rurali che punteggiano il territorio emergono ancora le sagome di antiche torri in pietra, in parte abbandonate e in precario stato di conservazione: un tempo esse appartenevano al sistema difensivo di torri vedetta e castelli che controllava la valle del Panaro e l'importante via di collegamento tra Modena e Pistoia per il passo di Croce Arcana. Ne sono un esempio, esterno all'area attuale della Riserva, la slaneiata torre di Lavacchio (del secolo XI), quella di Gaiato, che domina tutto il Frignano, quella di Montorso e altre ancora. Alcune, come a Gaiato e Semese, furono in seguito trasformate in piccoli castelli o residenze signorili. Anche sulla rupe di Sassoguidano, per la sua strategica posizione, venne eretta una torre difensiva che poi divenne un castello spesso citato in documenti storici ma di cui non restano tracce.




Per meglio sorvegliare il passaggio lungo la valle del Lerna nel '400 venne costruito, forse al posto di quello di Sasso guidano, un castello a Gallina-morta, l'odierna Niviano (questa seconda denominazione è entrata nell'uso, su esplicita richiesta del feudatario, solo nel secolo XVIII, ma ancora cosi' viene spesso chiamata la località di Niviano dai vecchi abitanti di Verica e delle altre frazioni). Intorno alle torri e ai castelli si formarono col tempo borghi con cappelle o chiese dipendenti dalla pieve di S Geminiano di Verica, che insieme alle poche case sparse e ai solitari oratori diedero vita a un movimentato paesaggio di piccoli abitati, boschi, coltivi e pascoli, che è ancora parzialmente riconoscibile entro i confini e nei dintorni della riserva.