CA' DI MARZO

 

STORIA:
Una importante famiglia " De Marce ", di parte guelfa, aveva presumibilmente fissato la propria residenza a Sassomarzo, ora Cà di Marzo, come indicherebbe l'assunzione dell'agnome già a partire dal XIII secolo. Il 30 giugno 1276 Accarisio, figlio di Bonifacio da Marzo, presta il giuramento di fedeltà al comune di Modena. Lo stesso Bonifacio da Marzo rinnova il giuramento ai primi di luglio dello stesso anno. Accarisio da Marzo, insieme a Lanfranchino e Raniero Da Montegarullo, aveva contribuito al pagamento di 113 lire modenesi l'1 di febbraio 1276, in occasione della pace fra le fazioni del Frignano. Un atto di pagamento di dote della moglie di Gosberto dei nobili della Verrucchia è rogato nel castello di Verica, presente l'arciprete della pieve di Verica, il 12 gennaio 1278, da Bonifacio Prosperini " De Marce ".
Sassomarzo, spesso erroneamente confuso con Sassomassiccio (dallo stesso Tiraboschi), costituì un comune indipendente: nell'elenco della <' fumanteria " del 1320, " Martii " risulta gravato da fumanti 3.
La fortezza di " Monte Marzio " è nominata fra quelle dipendenti dal castello di Semese che Lanzalotto Montecuccoli si impegnava a cedere al comune di Bologna l'anno 1387. L'anno successivo, nel laudo del 1388 del marchese d'Este in favore di Lanzalotto, si ricorda la " Torre di Marzo ".
Fu unito in seguito a Monterastello, costituendone una " villa " dipendente, come può leggersi in una relazione del 1623. A quell'epoca, Monterastello con le " ville " dipendenti (Sassomarzo, Castellino, Montefolignano, Busolo, Segularo, Polecchia, Cadicato, Cadisillo, Guidecione) venne annesso al feudo di Guiglia in potere di Orazio Montecuccoli.

NOTE - OSSERVAZIONI
Cà di Marzo attualmente è un casolare di dimensioni imponenti su cui domina una massiccia torre del sec. XIV, derivazione dalla fortezza che è citata come e Monte Marzo " nel trattato di alleanza di Lanzalotto Montecuccoli con i bolognesi (1387).
Essa come l'altra fortezza coeva di Monticello, era dislocata a valle di Verica su una prima cintura di apprestamenti che dovevano controllare più agevolmente la zona di fondovalle.
La parte più antica del casamento è quella che unisce alla torre, certamente ribassata in modo sensibile, un edificio a due spioventi che per quanto ristrutturato e semi-occluso da un ampliamento, presenta caratteri dell'architettura religiosa e pare possa trattarsi dell'oratorio dedicato a 5. Giorgio di cui parla il Santi.
Nel corso del secolo XVII-XVIII Sassomarzo che nel frattempo era diventata " villa " principale del castello di Monterastello, ha subito una radicale trasformazione con l'aggiunta o la ristrutturazione di un vasto palazzo signorile, mentre la torre forse già in precedenza aveva assunto l'aspetto attuale di casa-torre con colombaia.

CARATTERISTiCHE ARTISTICHE E TIPOLOGICHE
L'edificio principale è un grande casamento, con i due lati principali prospicenti la strada che attraversa la corte. Il nucleo originario è costituito da un grosso torrione a pianta rettangolare attestato sullo spigolo nord-ovest del complesso. Per metà dell'altezza esso presenta i lati fortemente speronati, segno evidente che l'altezza primitiva doveva essere alquanto maggiore e che la colombaia presente nel sottotetto è stata introdotta all'epoca della cimatura. Il giro della tradizionale cornice in mattoni disposti a dente di sega è interrotto a 3/4 dei lati maggiori.
L'edificio che affianca la torre presenta una copertura a due spioventi sottolineata, in facciata, da una originale cornice di gronda in coppi, fatti aggettare con il lato curvo sulle due falde. Sul colmo si trova un piccolo campanile a vela.
Nella parte verso valle è stato aggiunto o ristrutturato un grande palazzo quadrato che si unisce al fianco della parte superiore tramite un corpo turrito, affacciato a mezzogiorno.
Su questo lato si trova anche un portale d'ingresso ad arco a tutto sesto databile al sec. XVII-XVIII con stemma gentilizio scolpito sulla chiave dell'arco.
L'edificio che occupa nella corte il lato opposto alla torre principale, presenta aperture incorniciate da blocchi di arenaria lavorati a solchi molto fitti e decorati, ai quattro angoli, da sottili risalti disposti come le diagonali di un quadrato. Essi devono avere attinenza con il motivo di una formella circolare, divisa da otto simili raggi, che adorna l'architrave del portale rialzato al primo piano.
Sulla parete esposta a sud, contigua a quella del portale, è murata una formella quadrata in sasso, su cui è scolpita una pregevole meridiana. Sulla parte centrale, accuratamente spianata, sono incisi i raggi vettori delle ore " 9. 10. 11. 12. 1. " convergenti sull'asta in ferro, mentre tutto il bordo della lastra è decorato da un elegante t'ztteggio variegato in varie direzioni.


Insediamenti Storici
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