Cap. 3
VERICA SEGUE LE SORTI DI SEMESE.
(Liberamente tratto dal libro "VERICA
E LA SUA STORIA . Don Francesco Gavioli 1983")
Pare che Semese dovesse essere stato edificato intorno al 1200 insieme
al castello di Verica, e i suoi primi proprietari fossero gli stessi
signori Da Verica. Divenne poi feudo dei Montecuccoli nel 1387, vivendo
di riflesso le vicende della sede della casata in Montecuccolo e con
fratricide lotte interne alla famiglia per il predominio. Da quella
data come abbiamo visto VERICA figura tra i possedimenti della casata.Nel
1425 VERICA con altri 24 feudi e' possedimento di Gasparo Montecuccoli,
nelle compiacenze del Marchese d'Este che lo insigne anche del titolo
di Conte.
Nel 1445 i possedimenti Montecuccoli passano al figlio Cesare 1 che
amministra con saggezza fino al 1506, quando alla sua morte il feudo
passa nelle mani di Giovanni Lodovico. Sotto di lui Semese acquista
la sua autonomia con il ramo della famiglia detta appunto "la
linea di Semese"
All'inizio del secolo XVI, durante le lotte tra gli Estensi e il regno
Pontificio di Giulio II, Semese insieme a Montecenere e' un baluardo
della resistenza frignanese. A Semese tiene alta la bandiera della
fedelta' ad Alfonso I d'Este una donna, Margherita Pio, vedova di
Giovanni Lodovico e madre di Mario che assume il potere del feudo
di Semese durante il periodo delle devastazioni dei Tanari. Il castello
di Semese resistette a parecchi assalti per il coraggioso presidio
posto alla sua guardia che fece precipitare dalle mura gli aggressori
levando loro le scale di sotto. La popolazione di Verica dovette subire
danni gravissimi in quel periodo, dagli attaccanti che pur non riuscendo
a prendere il castello misero a ferro e fuoco tutto il territorio
circostante.
La scomparsa
del conte Mario nel 1569 creo' tra gli eredi liti infinite che spinsero
il duca d'Este a prendere possesso provvisorio dei beni, sottoposti
ad un Commissario del Frignano. Le liti si risolsero nel 1572 e i
beni furono divisi tra Cesare II e Girolamo, figli di Bersanino del
ramo Montecuccoli di Montese. Alla morte di Girolamo, i beni che facevano
capo aSemese tornarono ad essere tutti uniti sotto Francesco, figlio
di Cesare II. Successivamente Enea, figlio di Francesco, che era molto
attaccato alla sua terra, porto Semese a divenire un importante centro
di potere amministrativo e politico con un castello che divenne una
vera dimora signorile.
Alla morte di
Enea il figlio Francesco nel 1630 rimise il feudo di Semese nelle
mani della Camera Ducale, ed in cambio ottenne il feudo di Guiglia.
Non si conoscono le cause di tale permuta. Chi dice per il timore
della peste che a Monterastello aveva gia' mietuto le prime vittime,
chi invece afferma che fu per colpa della sua estrosità che
lo portò in contrasto con il Duca. Un'altra ragione puo' essere
cercata nel fatto che Semese era un feudo troppo "complicato"
per Francesco, amante della quiete e dell'isolamento. Francesco se
ne ando' cosi' da Semese e la Camera Ducale, in vacanza di feudatario,
amministro' il feudo. In quel periodo Verica perse la sua autonomia
amministrativa di Comune e venne annessa a Semese in tutto e per tutto.
Diede pero' all'aumentata amministrazione di Semese uomini di governo
che seppero guadagnarsia sia la fiducia dei Verichesi sia quella del
Duca.
Sette anni dopo
la permuta con Guglia, del possesso di Semese fu investito il Marchese
Ippolito Bagnesi - Bellincini. I nuovi arrivati vissero una vita tranquilla,
dimentichi dell'illustro passato del Feudo. Furono comunque scrupolosi
dal lato amministrativo, specie nei riguardi delle popolazioni a loro
soggette, per le quali la vita semplicemente continuava con la fatica
del lavoro dei campi. Ben poco comunque hanno lasciato i Bagnesi-
Bellicini del loro governo. Essi non risiedendo in luogo non poterono
da vicino sorvegliare come andavano le cose sotto ogni punto di vista.
Infatti il castello venne trascurato e sotto di loro' inizio' lentamente
la sua distruzione. All'avvento della Rivoluzione Francese era ormai
per la maggior parte diroccato.