Verica
e' posta in una soleggiata posizione, con terra fertile e boschi rigogliosi,
e fin dall'antichita' e' stata sede di importanti insediamenti umani
. I primi abitanti della frazione furono senz'altro i Ligures friniates
che abitavano tutta l'attuale zona denominata appunto "Frignano"
e che, dopo strenua resistenza, furono sanguinosamente sconfitti dai
legionari Romani guidati dal console Claudio Pulcro nel 187 a.C. I
Romani si insediarono sui resti delle precedenti fortificazioni.
Si e' a conoscenza di una Prefectura Saltus Galliani in quella che probabilmente
ora e' Gaiato, non lontano dalla nostra frazione, e poi quasi certamente
le colline intorno all'attuale città di Pavullo furono la sede
per diversi secoli del "Castrum feronianum" piu' volte citato
in documenti dell'epoca successiva Bizantina.
Segui un periodo di dominazione Longobarda e poi intorno all'anno 1000
si assistette ad un nuovo fiorire di castelli militari tipici del periodo
Carolingio. A Verica per tre secoli domino' la famiglia "Da
Verica", fino a quando con l'avvento delle signorie cadde in
disgrazia presso la famiglia Estense che dominava il modenese. A partire
dall'inizio del 1400 tutti i loro possedimenti , fra i quali appunto
il castello di Verica, furono della famiglia Montecuccoli , che
aveva la sua sede principale nel castello di Montecuccolo vicino all'attuale
Pavullo, ma era proprietaria anche del castello di Semese. Questo castello,
molto importante nel 1500 e 1600, rimase insieme ai territori circostanti
nelle mani di questa famiglia fino al 1630, quando il Montecuccoli proprietario
lo restitui' nelle mani della famiglia Estense per avere in cambio il
feudo di Guiglia. Dopo pochi anni Semese e Verica trovarono un nuovo
feudatario nella famiglia Bagnesi- Bellicini che amministro'
il territorio con tranquillita' senza pero' risiedervi. In quegli anni
i manieri caddero in rovina.
All'epoca della rivoluzione francese e della conquista Napoleonica,
Verica segui' le alterne vicende del ducato Estense di Modena.
A differenza dei paesi ubicati sulla strada principale che valicava
l'appennino, la via Giardini, Verica non subi' i saccheggi e le angherie
subite da questi. Il fenomeno del brigantaggio presente tra il 1805
e il 1810 la tocco' in minima parte e solo occasionalmente di riflesso,
colpita dalle bande che si erano formate nell'alto Frignano. Anche a
Verica come in tutte le altri parti della montagna la leva militare
obbligatoria voluta da Napoleone non piacque comunque alle popolazioni,
vessate anche da continue richieste di tributi, come non piacquero le
continue modifiche nell'assetto amministrativo che alteravano il precedente
assetto Estense.
Il ritorno della Casa Estense nel ducato modenese fu salutato come una
liberazione, anche se questa ormai non era che una propaggine dell'impero
AustroUngarico, fino a quando le idee di unita' nazionale non si diffusero
e proliferarono. Dapprima ci furono i moti modenesi del 1821, stroncati
nel sangue senza che il ducato fosse messo in discussione. Nel 1848,
per un breve periodo di transizione ci fu un governo provvisorio, mentre
l'Italia veniva sconfitta nella sua I guerra d'indipendenza ed il duca
Austro-Estense si era rifugiato a Mantova. Finalmente nel 1859 la provincia
di Modena e con essa Verica furono parte dell'Italia, grazie
alla conquista del ducato da parte dei piemontesi di Vittorio Emanuele
II . Pochi anni prima, nel 1855, una grave epidemia di colera colpi'
la provincia e anche la nostra frazione, con decine di morti. L'epidemia
di peste del 1630 invece pare colpi' solo il borgo di Monterastello.
Dopo l'unita' di Italia le difficolta' della vita in montagna non diminuirono,
ed il confronto con i maggiori agi che la tecnologia e il progresso
portavano alle popolazioni di pianura spinsero molti montanari a grandi
movimenti di emigrazione. Verica fu un centro importante in quell'epoca,
intorno alla fine del 1800, in quanto da qui insieme ad avventuriero
del paese partirono centinaia di emigranti provenienti dal Frignano
che andarono a colonizzare il Cile, fondando una nuova citta', Capitan
Pastene Durante la 1 guerra mondiale Verica come tutti i paesi d'Italia
ebbe i suoi martiri, anche se la guerra la tocco' solo in quel modo.
La storia successiva fu vissuta a Verica come nel resto d'Italia, dapprima
grande fermento ed entusiasmo per il nuovo regime fascista, poi la consapevolezza
e la resistenza. Durante la II guerra mondiale Verica fu sede di scontri
e rappresaglie con le milizie tedesche, specie nell'inverno 1944 quando
i nazisti tenevano sulle nostre montagne il fronte con gli anglo-americani
la cui linea era sui monti poco lontani. Diversi eroici gesti di partigiani
e persone comuni caratterizzarono quegli anni, e molti furono i caduti.
Nel secondo dopoguerra Verica perse molti dei suoi abitanti,
emigrati nelle vicine citta' di Bologna e Modena, e tanti anche all'estero.
Francia, Svizzera, Belgio. Molti poderi furono abbandonati. Intorno
alla meta' degli anni 70 Verica torno' a rifiorire, a differenza di
altri paesi montani che invece continuarono a perdere smalto. La ripresa
dapprima fu timida, e venne dai suoi ex-abitanti che, emigrati delle
citta' vicine, con l'avvento dell'automobile recuperarono le vecchie
case per poter passare nel paese natale almeno ogni fine settimana e
le ferie. Successivamente, la buona posizione geografica, vicina alle
citta' di pianura e alla crescente citta' di Pavullo, insieme alla tranquillita',
all'ottimo clima e alle possibilita' di lavoro nel paese o poco lontano,
convinsero anche molti nuovi residenti, tant'e' che negli ultimi 20
anni Verica ha avuto uno sviluppo edilizio che ha portato il centro
a raddoppiare le sue case. Comunque in un disegno urbanistico equilibrato
e armonioso che non ha trascurato la presenza del verde e di spazi collettivi
per lo sport e il divertimento. Verica oggi e' la frazione piu'
popolata e piu' bella di tutto il comune di Pavullo e, come ci piace
dire, di tutto l'appennino modenese.